Anche i bambini stranieri sono bambini!

giugno 2, 2011 § Lascia un commento

Copio e incollo pari-pari un comunicato di Medico e Bambino a proposito dei bambini immigrati; perché ultimamente si sentono e si leggono davvero troppe boiate …
(le fotografie sono mie e vengono da Chacas, in Perù)

L’Italia si sta trasformando in una nazione multietnica e negli ultimi anni si è osservato un aumento progressivo del numero dei minori migranti: quelli regolarmente censiti nel 2000 erano 280.000, all’inizio del 2010 sono diventati 932.675. Un incremento così repentino e in un lasso di tempo così breve dei bambini stranieri ha determinato l’emergenza della loro vulnerabilità che, essendo secondaria anche alla inadeguatezza di alcune politiche socio-sanitarie, li discrimina dalla restante popolazione minorile residente in Italia.

Il numero di maggio di Medico e Bambino riporta un articolo (a firma Francesco Cataldo, Salvatore Geraci, Maria Rosaria Sisto) che riguarda i diritti negati a tutti i bambini migranti (anche ai figli dei genitori stranieri regolari) e le politiche socio-sanitarie da promuovere per eliminare queste differenze:

1. L’iscrizione dei bambini stranieri presso il Pediatra di famiglia non dovrebbe essere limitata solo ai figli di genitori regolari ma dovrebbe essere estesa anche a tutti i minori che per qualsiasi motivo risiedono irregolarmente nella nostra nazione.

2. Alle donne immigrate clandestine, se gravide, dovrebbero essere permessi, senza che siano soggette a denunzia, regolari controlli sanitari durante la gestazione per evitare il loro maggior rischio di abortività, natimortalità e morbilità neonatale.

3. Nascere in Italia da genitori stranieri,anche se titolari di permesso di soggiorno, non comporta l’acquisizione della nostra cittadinanza (jus soli) ma quella del Paese dei genitori (jus sanguinis). Politiche sanitarie più giuste dovrebbero consentire la cittadinanza italiana a chi nasce in Italia, qualunque sia la sua etnia.

4. Nelle scuole, dove i bambini stranieri con ritardo scolastico sono numerosi a causa sopratutto della scarsa conoscenza della nostra lingua e dei loro svantaggi socio-culturali, adeguate politiche scolastiche dovrebbero prevedere corsi intensivi di lingua italiana, programmi didattici mirati, e la presenza di mediatori culturali.

5. Per garantire l’unità familiare,che ha tanta importanza per l’identità del minore e la sua maturazione psicologica e sociale, si dovrebbero facilitare i ricongiungimenti familiari, prolungare i permessi di soggiorno, renderli meno restrittivi e abolire il reato di clandestinità.

6. Dovrebbe essere rivisitata la normativa che prevede l’espulsione per i minori irregolari quando raggiungono i 18 anni, anche se sono cresciuti in Italia, ne hanno imparato la lingua e ne hanno frequentato la scuola, integrandosi con la nostra Società.

L’articolo completo in formato PDF è disponibile gratuitamente a questo link.



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