Non di solo pesto

agosto 22, 2011 § 2 commenti

La ricetta semi-seria (o tragicomica) degli Gnocchi di Colla, così come me l’ha spiegata la mia mamma.

Doverosa premessa: gli Gnocchi di Colla sono un piatto povero, semplice ma buonissimo, che probabilmente mia madre ha imparato da sua nonna; devono il loro nome al fatto che sono a base di uovo, latte e farina che pare fossero gli ingredienti con cui i miei genitori preparavano una specie di colla quand’erano ragazzini (trecento anni fa).
Da noi li si mangia da sempre e anche i miei figli ne vanno ghiotti; il problema vero è stato avere la ricetta; non perché ci sia qualche segreto ma perché mia mamma la spiega un po’ a modo suo…

– Allora, metti le uova.
– Quante, mamma?
– Mah, siete in cinque puoi metterne due; ma anche uno, con due vengono un po’ più pesanti, però va bene dai, siete cinque.
– Mamma, due? Sicura?
– Sì sì, se vuoi metterne due, mettine due.
– Mamma non si parla di cosa io voglia mettere; voglio sapere quante ce ne vanno.
– Sissì, due. Mettine due.
– Tu quante ne metti, mamma?
– Uno.

Ho reso l’idea?

– Poi aggiungi il pan grattato, quattro o cinque cucchiai, anche sei, non di più.
– Perché di più non va bene?
– No no, va bene anche di più. Però non serve.
– ???
– Adesso metti un bicchiere di latte, mischia un po’ e dopo aggiungi una decina di cucchiai di farina bianca.
– Capito, poi?
– Poi mischi bene, e vai avanti ad aggiungere latte o farina fin quando non hai la quantità di impasto che ti serve e
– Mamma, come faccio a sapere quanto me ne serve?
– Mah, non lo so, vedi, tu; io sono abituata.
– Grazie. Avanti.
– E stai anche attento alla consistenza dell’impasto.
– E come deve essere?
– Né troppo duro né troppo molle, deve essere giusto.
– Eh certo, stupido io a chiedere. Sale?
– Mah, se vuoi, un po’, ma io di solito salo l’acqua e basta.

A questo punto, se siete riusciti a fare l’impasto misterioso (che avrà la consistenza di un gelato, ma molto più gommoso), io vi suggerisco di aggiungere del timo, ma non quello fresco; a me piace il timo secco perché mi ricorda l’odore del fieno che sentivo da bambino e quindi si sposa benissimo con uno dei miei piatti preferiti di quando vivevo con i miei.
Alternativa: qualche fogliolina di menta sbriciolata.

E adesso è facile.
Mettete dell’acqua a bollire in una grossa padella, salate quando bolle e quindi fate gli gnocchi raccogliendo l’impasto con un cucchiaio e immergendolo nell’acqua. Questi gnocchi avranno una forma affusolata e le dimensioni all’incirca di una noce. Quando tutto l’impasto è stato “sgnoccato” accendete la fiamma sotto un padellino che avrete preparato in precedenza; dentro avrete messo qualche foglia di salvia, uno spicchio d’aglio in camicia e un grosso pezzo di burro.
L’allegro sfrigolare del burro (due o tre minuti al massimo) sarà il segnale che è l’ora di scolare gli gnocchi e poi condirli con il burro fuso e Parmigiano grattugiato in quantità.

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