Scappellotti e maltrattamenti

agosto 31, 2011 § 7 commenti

Leggevo su Metilparaben un interessante scambio di opinioni a proposito di scappellotti come vera o presunta forma di maltrattamento dei figli. Al di la del merito (vi invito a leggere il post ed i commenti), sono incappato in un commento che, volendo evidenziare l’esagerazione dell’assimilare questa forma di “punizione educativa” ad un reato da galera o quantomeno da multa, si produceva in alcuni parallelismi davvero degni di nota:

  • Scappellotto = maltrattamento
  • Fila in camera tua! = sequestro di persona
  • A letto senza mangiare! = malnutrizione
  • Dai un bacio alla nonna! = violenza carnale
  • Non essere stupido = diffamazione
  • Fai i compiti e dopo avrai il gelato = corruzione.

A Charles, autore non meglio identificato del commento, va questa mia pubblica attestazione di stima.

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§ 7 risposte a Scappellotti e maltrattamenti

  • lpado ha detto:

    Pensa che mia figlia, vai a sapere perché, la spaventava la parola scappellotto. Bastava che dicessimo “arriva lo scappellotto” e lei smetteva terrorizzata….. Mah…. 🙂

  • Staserabrodino ha detto:

    Un riflesso pavloviano, ma anche una forma di educazione interessante: il massimo col minimo sforzo. 🙂

    Andrea

  • Quando sono molto piccoli bisogna (noi genitori) imparare dal wrestling: tanto spettacolo, zero dolore. Lo sculaccione a mano aperta sul pannolino fa un bel rumore ma nessun danno.
    In seguito si troveranno altri sistemi.
    I nostri 3 sono abbastanza grandi eppure vado a dormire senza il timore di essere sgozzato da loro.

  • Mamma Imperfetta ha detto:

    Ciao, ti scopro oggi.
    Io ho espresso il mio parere a riguardo qui
    http://www.mammaimperfetta.it/2011/04/06/picchiare-i-bambini/

  • Sonja A. ha detto:

    Sarà che mia madre era molto manesca (ed io altrettanto terribile), ma ad ogni scappellotto che prendevo, andava un pensiero a un mio futuro figlio che sicuramente avrebbe ricevuto metodi educativi più democratici e meno violenti.
    Fra l’altro ero pure presa fra due fuochi perchè a scuola non era che mi andava meglio: avevo una maestra alla quale stavo apertamente e cordialmente sui bottoni, e quando doveva scaricare le proprie frustrazioni se la pigliava puntualmente con me, quindi anche lì non avevo vita facile.
    Leggendo dell’accadimento di Stoccolma non ho potuto esimermi dal tirare una frecciatina a mia madre che se fosse vissuta là, starebbe scontando come minimo una condanna a vita.
    Io sono stata fedele ai miei buoni propositi e a parte qualche pacchetta sul pannolotto, non mi sono mai permessa di mettere le mani addosso a mia figlia, al massimo ho compiuto qualche ‘sequestro di persona’, ma niente più. Una volta che davvero ha passato i limiti facendomi arrabbiare di brutto (e se le avessi messo le mani addosso le avrei cambiato i connotati), mi sono vendicata sulla cosa a cui teneva di più, e cioè il Nintendo Ds che ho letteralmente frantumato scagliandolo a terra. Passato qualche giorno di gelo bilaterale, alla fine è venuta a chiedermi scusa, ha ammesso i propri errori e infine si è messa d’impegno risparmiando un po’ di paghette per ricomprarselo, così ha capito anche il valore del sacrificio. 🙂

  • cristina ha detto:

    ah ceìhe bei tempi, quando tra scappellotto e figlio si interpone il pannolo.
    un’amica mi ha insegnato un ottimo proverbio: figli piccoli, problemi piccoli, figli grandi, problemi grandi.

    buona giornata

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