Di bambini, serial killer e belle sorprese: Blacklands di Belinda Bauer

novembre 25, 2011 § 4 commenti

Per pura coincidenza mi son trovato a leggere uno via l’altro due romanzi che parlano della stessa cosa ma con toni e risultati diametralmente opposti. Il primo è stato Il Suggeritore di Donato Carrisi ed il secondo Blacklands  di Belinda Bauer; il tema: un serial killer con una spiccata predilezione per i bambini. Ma mentre il libro di Carrisi ha confermato le mie aspettative, mantenendo le promesse e rivelandosi pieno di ambientazioni cupe ed opprimenti, colpi di scena a ripetizione e brividi lungo la schiena, il romanzo della Bauer, pur mantenendo sempre viva la tensione come ci si aspetta da un buon thriller, si è rivelato per molti tratti delicato e malinconico, quasi che il feroce assassino e le sue malefatte fossero solo uno sfondo confuso con la nebbiosa brughiera inglese. Se volete provo a spiegarvi perché, a mio avviso, questo è anche e soprattutto un libro che parla di sentimenti.

Il protagonista è un bimbo, ma diversamente da quanto mi aspettavo non ho trovato un bambino come quelli che spesso popolano i romanzi di Stephen King, eroi impavidi e dotati di forza sovrumana in grado di sconfiggere la più maligna delle creature maligne e che mai ti verrebbe voglia di coccolare, tanto sono alteri, semidei in pantaloncini e sandaletti; Steven, il protagonista di Blacklands, ricorda piuttosto il piccolo Francis McCourt de Le ceneri di Angela (che bello!); è povero, orfano di padre, gracile, ingenuo, gliene capitano di tutti i colori e insomma ci si affeziona a lui immediatamente, fa tenerezza e ci si trova ben presto col desiderio di abbracciarlo e spettinargli i capelli.

Non aspettatevi scene truculente; in questo romanzo non c’è la poliziotta geniale e problematica che scova il serial killer; e non aspettatevi nemmeno di scoprire all’ultima riga dell’ultima pagina il nome dell’assassino. La sorpresa dell’ultima riga c’è, ed è di ben altro genere, di tutt’altro spessore.

In conclusione un romanzo sorprendente in senso letterale, dove il protagonista è un bambino con una famiglia sconquassata ed il suo desiderio di averne una normale; a tutto questo però si aggiunge la tensione sottile ma sempre presente del thriller che ti fa leggere il romanzo tutto d’un fiato.
Un’ultima nota per gli appassionati del genere: chi legge gialli sa che la gran parte di questi romanzi cade miseramente sul finale; ecco, Blacklands non cade mai. È bello dalla prima all’ultima riga.

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